
Con una buona dose di ritardo, torno a proporvi una poesia italiana di Cesare Pavese Non ho mai avuto modo di studiare in modo approfondito questo autore, quindi il mio approccio è istintivo e decisamente più intimo rispetto ad uno studio scolastico.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nullaPer tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi credo sia una di quelle poesie che ti entrano nel cuore con una certa prepotenza interiore e che non riesca a nascondere la sua potenza in tutto il suo essere.
Avete mai avuto a che fare con gli scritti di Pavese? Conoscete qualche altra poesia degna di nota?
Se avete voglia, rispondete sotto questo post per scambiarci qualche opinione.
Alla prossima lettura!
Se avete delle vostre registrazioni di poesie, in italiano o lingua straniera, e volete partecipare a questo progetto, inviate tutto a savepoetryreadapoem@gmail.com